Sono uno di quei giocatori che ha trascorso tre anni della sua vita a giocare quotidianamente a Destiny. L’ho amato, fin dal principio, per motivi facili da identificare di cui parleremo però nel corso di questa recensione. Il mondo messo in piedi da Bungie è colorato, dinamico, appassionante e avvolgente; l’avventura dei Guardiani è tanto semplice quanto potente e capace di farci immediatamente immedesimare nel nostro Cacciatore, Titano o Stregone che sia. Sarà per questo che l’atipico world shared shooter è stato capace di creare una delle community più grandi e innamorate di sempre. Perché, per il panorama console, Destiny è stato un evento epocale. Mai si era visto uno shooter capace di riunire così tante persone sotto un’unica bandiera che non sia quella della semplice competizione. Destiny è molto di più, è sempre stato molto di più: amicizia, condivisone, epiche nottate nei Raid e tensione nel Crogiolo. Questo secondo capitolo è certamente uno dei giochi più attesi dell’autunno, e noi abbiamo avuto la fortuna di entrarci in contatto diverse volte. Il world reveal di Los Angeles, E3 2017, Gamescom e infine la beta. Lo abbiamo visto nascere, crescere; l’abbiamo giocato, contemplato e sviscerato. Il day one è arrivato giusto qualche giorno fa, e dopo aver provato a trasmettervi il feeling dato dalle prime ore di gioco, eccoci con la recensione completa: abbiamo terminato la campagna, spolpato l’end-game ed esplorato i meravigliosi pianeti. Signore e signori: Destiny 2.

Per la Luce e per la gloria

Il limite più evidente di Destiny 1 era senza dubbio quello di non essere in grado di raccontare la sua storia in modo funzionale, fruibile e soprattutto coinvolgente. La campagna risultava quindi frammentata, poco intrigante e in particolar modo orfana di un ritmo incalzante che permettesse davvero di entrare completamente in quell’universo che, però, avevo davvero tanto da dire. Una lore sparsa tra le carte grimorio, scene d’intermezzo poco accattivanti e missioni frivole portavano a giocare per inerzia, con il solo intento di finire il prima possibile. Destiny 2 ribalta totalmente le cose: la campagna, di cui vi abbiamo già parlato, è una perla d’intenzioni e realizzazione. Se giocata con grande calma può durare anche dieci ore (o qualcosa di più, dipende da voi) e sarà tutt’altro che noiosa. Dominus Ghaul, leader della Legione Rossa Cabal, piomberà sulla Torre e intrappolerà il Viaggiatore, privando tutti i Guardiani della Luce, la fonte d’energia che alimenta i nostri poteri. Inizia qui un percorso di vendetta e liberazione, perché spezzare le catene che imprigionano il Viaggiatore sarà fondamentale per riportare la pace nella galassia. Ecco quindi che interagiremo con alcuni dei personaggi più iconici del mondo di Destiny: Cayde-6, Zavala e Ikora. Insomma l’Avanguardia al completo, che grazie a cutscene davvero riuscite e tecnicamente apprezzabili sarà capace di farsi amare come mai prima d’ora, raccontando una storia che alle fine ci ha lasciato totalmente soddisfatti. Lo stacco da Destiny 1 è evidente, per la qualità della missioni, per la profondità di scrittura dei personaggi e del villain (un misto fra Darth Vader e Bane), ma anche per un ritmo che ci trascinerà quest dopo quest. Il tutto veicolato da una colonna sonora che è semplicemente maestosa ed evocativa: Destiny non sarebbe quello che è senza le meravigliose note che possiamo apprezzare in sottofondo, capaci di dare ancor più vita a un mondo di gioco che si è presentato ai nostri occhi davvero in ottima forma. Unica pecca, la difficoltà: la campagna di Destiny 2 ci è parsa troppo facile. Se affrontata con l’equipaggiamento di giusto livello e in compagnia di qualche amico, risulterà molto semplice. Tutto sommato però è una piccola macchia che non intacca in nessun modo la qualità dell’esperienza.

Fuga in compagnia

Un’altra notevole novità riguarda l’inserimento della modalità multiplayer con ben due tipologie di gioco.La prima è una modalità cooperativa che, mantenendo lo spirito sandbox di base, può tranquillamente trasformarsi in una competitiva. In che modo? Molto semplicemente: i giocatori possono raggiungere lo scopo di fuggire dalla prigione in cui sono rinchiusi dandosi man forte l’uno con l’altro, condividendo gli oggetti raccolti e dividendosi i ruoli per velocizzare la fuga. Ad esempio mentre uno scava o taglia una rete, l’altro può richiamare le guardie tenendole occupate. Ma i giocatori potrebbero mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda, magari proprio escogitando una maniera per portare le guardie nella cella dove un altro giocatore sta scavando o ancora mettendo oggetti compromettenti tra gli effetti personali di un compagno di cella. Il gioco mantiene tutte le sue promesse di sandbox, seppur non consente la “neutralità” della partita. Semplicemente l’host della stessa può decidere di kickare gli altri giocatori, se provocato. Azione deprecabile, certo, ma consentita dal gioco.Riguarda una specie di time attack, nel quale vari giocatori sono chiamati ad una gara contro il tempo per premiare il primo che riuscirà ad evadere. In questa modalità però le mappe sono semplificate per consentire una maggiore velocità, eliminando diversi ostacoli alla fuga come la routine obbligatoria del carcere, o i tiratori scelti appostati sulle mura. Inoltre una partita in questa modalità dura solamente una giornata di gioco, non permettendo dunque ai giocatori ideazioni di piani troppo machiavelliche a causa della scarsità di tempo a disposizione. Resta pur sempre divertente combattere contro il tempo e contro altre persone in carne ed ossa in partite brevi e coincise, ma qualche errore di bilanciamento non regge il confronto col resto del gioco, poiché si perde buona parte delle meccaniche di libertà di movimento quasi assoluta che The Escapists 2 offre.Da non dimenticare una feature che sembra ovvia, ma ai giorni nostri non lo è più: la modalità multiplayer è affrontabile interamente ,oltre che online, anche in locale in splitscreen. Perché il fascino dell’era in cui si gioca sul divano di casa seduti affianco agli amici non muore mai.

In giochi come Destiny, quindi dalla forte impronta MMO/GDR, la campagna principale è da considerarsi a tutti gli effetti come un enorme prologo per quello che sarà poi il gioco vero e proprio. Una volta terminata l’avventura e raggiunto il level cap (20) inerente al livello del Guardiano, dovremo fiondarci in tutte quelle attività end-game che ci permetteranno di ottenere equipaggiamento più potente e in particolare raggiungere il Potere massimo, attualmente 350. Per fare ciò dovremmo esplorare il sistema stratificato e capillare di quest secondarie che Destiny 2 ci mette a disposizione: adventures, eventi pubblici, assalti, settori perduti e imprese varie. Andiamo con ordine: le Adventures sono mini-missioni disponibili su tutti e quattro i pianeti (Io, Titano, Terran, Nessus), che una volta completate ci ricompenseranno con armamento e reputazione legati all’NPC che presiede quel determinato pianeta. Dovremmo andare da lui per sbloccarne di nuove, acquistare armi oppure qualche altre piccola chicca, come le imprese che daranno diritto alle armi Esotiche. Ce ne sono molte, di queste Adventures, e sono molto divertenti da svolgere grazie a dinamiche non tediose, che ci permettono di imparare anche qualcosa in più dal mondo di gioco grazie a dialoghi mirati ad espandere l’universo narrativo. I Lost Sectors invece sono dei piccoli dungeon sparsi per i pianeti: per completarli basterà identificarli, entrare, sconfiggere il nemico d’alto rango e aprire la cassa. Il procedimento è molto rapido e, francamente, ci saremmo aspettati qualcosa di più di un piccolo ambiente ristretto dove uccidere nemici a volontà e portare a casa il loot. Se preferite qualcosa di più rapido, ci sono poi gli eventi pubblici: piccole istanze che ci vengono regolarmente segnalate sulla mappa. Ci chiederanno di svolgere dei particolari compiti entro un tempo limite. Riuscirci vorrà dire, anche qui, ricavarne del loot.
La playlist assalti infine comprende delle missioni più lunghe rispetto a quelle classiche, che si sviluppano in ambienti inediti e con dinamiche di gameplay che probabilmente ritroveremo nell’Incursione. Ci è parso strano che in Destiny 2 gli assalti non vengano introdotti nella storia (com’era nel primo capitolo), ma tant’è che la qualità è molto alta. Pyramidion, per esempio, situato nel mondo dei Vex, è un capolavoro artistico in tutto e per tutto. Talmente impattante da poter essere considerato un raid in miniatura. A tutto questo si aggiungono le sfide giornaliere (che rimpiazzano le taglie) e altre quest “più importanti” chiamate Pietre Miliari, che come ricompensa propongono Armamento Potente, che come dice la definizione non è nient’altro che equipaggiamento molto performante. Insomma Destiny 2 è ricco di cose da fare, sempre remunerative e, cosa più importante, varie e dinamiche. La progressione è palpabile e il sistema di ricompense ad oggi ci è parso funzionante. Merito anche dei viaggi rapidi e della divisione in zone delle varie mappa dei pianeti, ora molto più comodi da esplorare rispetto a quanto visto in Destiny 1.Certo è che se avete fretta di raggiungere il level cap, gli eventi pubblici sono il metodo migliore e anche il più rapido. Un peccato, perché i giocatori più navigati se ne accorgeranno presto e rinunceranno a fiondarsi nelle altre attività, perdendosi tante belle avventure. In attesa delle Incursioni e delle Prove dei Nove (alle quali dedicheremo articoli a parte), l’endgame di Destiny 2 è certamente variegato, ritmato e sorprendentemente sfaccettato. Certo, il farming è pur sempre necessario, ma non potrebbe essere altrimenti e in questo secondo capitolo non è poi così invadente. D’altronde Bungie ha voluto palesemente rendere il gioco accessibile a tutti. Questo si è tradotto nella diversificazione delle quest, dando cosi un ottimo senso di varietà e progressione continua, a dispetto però di un avanzamento che risulterà fin troppo veloce per i più esperti. Vi consigliamo quindi di godervi i meravigliosi quattro pianeti, di fiondarvi in quante più attività possibili e di sperimentare tutte le novità. Come detto in precedenza, il lato artistico di Destiny 2 è una gioia per gli occhi e una volta iniziato a conoscere ed apprezzare non potrete farne a meno. La ciliegina sulla torta sarebbe stata una nuova razza di nemici, e la mancata introduzione ha un po’ il sapore di occasione sprecata. Certamente le specie già presenti sono state arricchite sia nel look che nelle modalità d’attacco, ma una vera novità avrebbe reso ancor di più entusiasmante la scoperta e l’esplorazione.

L’ora del Crogiolo

Vittima di decine di patch, ribilancimenti e aggiustamenti d’ogni genere, il Crogiolo di Destiny 1 è stato uno degli aspetti più controversi della produzione. Inizialmente amato, diventò poi aspramente criticato verso la fine del ciclo vitale del gioco. In Destiny 2, si riparte da dove s’era iniziato: giocare in Crogiolo è divertente e stimolante, complice la modalità 4vs4 e a seguire la nuova organizzazione delle armi. Nello slot primario armi cinetiche, secondario riservato alle elementali e terziario per quelle pesanti, che ora inglobano anche fucili a pompa, cecchini e fusione. Tutto questo si traduce in una solidità che riesce a escludere l’abuso di alcuni archetipi di bocche da fuoco, puntando tutto su di uno scontro più serrato e competitivo. Il gameplay di Destiny non è cambiato di una virgola, il gun-play è il solito, rodato del primo capitolo e il feeling delle armi è ottimo. Certo, le super abilità spostano un po’ l’ago della bilancia, trasformando match più complicati in baraonde di fuoco, lampi e vortici da vuoto, ma questa è comunque una delle caratteristiche madri del gioco che a noi piace sempre molto. Allo stato attuale il Crogiolo divide le playlist in partita veloce e competitiva: ovviamente cambia la qualità dei giocatori che ci partecipano, e annesse sfide. Le nuove mappe risultano molto ben integrate al gameplay e gradevoli da vedere, senza rinunciare a un level design che ci obbliga a impegnarci e conoscere molto bene i vari ambienti di gioco. Lascia un po’ spiazzati la scelta di non permettere la scelta delle modalità; non ci sono inoltre penalità per chi abbandona i match in anticipo: questa è una cosa che farà storcere il naso a moltissimi giocatori (giustamente) e ci auguriamo venga sistemata il prima possibile. Insomma il nuovo Crucible è eccezionale, nel vero senso della parola. Il gameplay azzeccato, il nuovo bilanciamento perfettamente studiato e le nuove e rinnovate modalità creano un contesto rifinito e che rappresenta un’ottima alternativa al PvE. Siamo ben consci che le carte in tavola cambieranno diverse volte nel corso dei mesi e noi non mancheremo di raccontarvi come si evolverà la situazione. Ad oggi, però, il comparto PvP di Destiny 2 è davvero riuscito.

  • Requisiti Minimi
  • Processore:Intel – Core i3-3250 / AMD – FX-4350
  • Scheda Video: Nvidia – GeForce GTX 660 2GB / AMD – Radeon HD 7850 2GB
  • RAM:6 GB
  • Hard Disk: 68 GB di spazio disponibile
  • Sistema Operativo:Windows 7 64-bit or Windows 8.1 64-bit or Windows 10 64-bit
  • Requisiti Consigliati
  • Processore:Intel – Core i5-2400 / AMD – Ryzen R5 1600X
  • Scheda Video: Nvidia GeForce GTX 970 4GB or GTX 1060 6GB / AMD – Radeon R9 390 8GB
  • RAM:8 GB
  • Hard Disk: 68 di spazio disponibile
  • Sistema Operativo:Windows 10 64-bit
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    COME SCARICARE E INSTALLARE DESTINY 2 IN ITALIANO

    1. Nel caso non disponiate di Utorrent scaricatelo dal seguente link: Download
    2. Prima di iniziare con l’installazione disabilitate il vostro anti-virus e scollegatevi da internet per evitare eventuali problemi
    3. Download del gioco:Destiny 2.Torrent
    4. Installate il gioco
    5. Applicate la crack
    6. Buon Game
    • Se non sapete come virtualizzare un file d’immagine .iso guardate come farlo da qui
    • Se non sapete come si applica la crack di un gioco guardate come farlo da qui




    Author Teresa
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