Starcraft è uno dei quei titoli che riportano immediatamente alla mente il gaming su PC. Ci sono davvero una manciata di produzioni che di primo acchito identificano una piattaforma, un genere, un intero mondo profondo e sfaccettato che ha appassionato milioni di giocatori sia nell’affrontare in prima persona le avventure di Terran, Zerg e Protoss, sia nel passare le serate ad ammirare estasiati le incredibili capacità dei pro-player durante i più importanti tornei internazionali.
È proprio questo aspetto che ha dato maggior respiro alla saga di Blizzard, capace di far parlare di sé anno dopo anno nonostante da giocare ci fosse ben poco al di fuori di un comparto multiplayer raffinatissimo, capace tuttavia di intimidire per le profondità delle sue meccaniche più che invogliare al confronto con altri giocatori.Questo principalmente è stato il problema che si è trovata ad affrontare Blizzard arrivata alla fine della trilogia in cui è stato suddivido StarCraft II.

PER AIUR!

IL GRAN FINALE

La progressione delle diciannove missioni è sapientemente dosata con l’intento di prendere per mano il giocatore, anche quello più inesperto, e portarlo verso la migliore comprensione di una razza come quella dei Protoss, che come ogni altra ha unità uniche e meccaniche peculiari.

Salto nel vuoto
In tal senso la possibilità di convertire le strutture produttrici di unità in varchi dimensionali per evocare le unità direttamente sul campo di battaglia in prossimità di un Pilone, dà una dimensione completamente nuova agli scontri e al ritmo di gioco, regalando un’esperienza ampiamente differente rispetto a quella di Wings of Liberty ed Heart of the Swarm. Le prime missioni sono un semplice tutorial, ma le cose non tardano ad ingranare arrivando nelle sezioni più avanzate a scontri che ai livelli di difficoltà più elevati non faticheranno a far sudare anche i giocatori esperti. La sfida dunque non manca, anzi, sembra proprio che gli Blizzard sia riuscita a trovare il giusto bilanciamento tra la pericolosità del nemico e la crescente complessità del sistema di gioco in modo tale da renderlo al contempo interessante e appagante per i giocatori di qualunque livello. Alla classica gestione delle unità si aggiunge la Lancia di Adun, l’astronave madre dell’armata Protoss che funge sia da hub per le missioni e l’interazione con i comprimari, sia da supporto tattico durante ogni battaglia. Dal Ponte avremo accesso al quadro celeste dal quale nel panni di Artanis selezionare la prossima destinazione, in una struttura di gioco che ripropone la progressione non lineare degli eventi. Inoltre a ogni missione è solitamente associata l’introduzione di una nuova unità che avrà un ruolo particolare nelle meccaniche del livello e nel raggiungimento dell’obiettivo principale, con lo scopo di permettere al giocatore di padroneggiarla al meglio. A seguire troviamo il Concilio di Guerra dal quale gestire le truppe, uno degli aspetti più interessanti di Legacy of the Void che mette da parte le evoluzioni biologiche in favore delle unità appartenenti a quattro diverse fazioni da sbloccare gradualmente avanzando nella campagna. Per ogni tipologia di unità ci sono tre varianti: ad esempio per i guerrieri da mischia possiamo optare per lo Zelota di Aiur, il Centurione di Nerazim o l’Incursore dei Purificatori, con il primo che infligge danni ad area, il secondo stordisce brevemente le unità nemiche e il terzo che resuscita quando subisce danni letali. Infine vi è il Nucleo Solare nel quale investire la preziosa Solarite recuperata durante le missioni per sbloccare e potenziare i sistemi secondari da utilizzare direttamente in battaglia. Per ognuna delle sei categorie se ne può selezionare solo uno dei tre disponibili, tutti piuttosto diversi tra di loro: si parla di evocare Piloni e unità in qualunque punto visibile della mappa, piuttosto che teletrasportare istantaneamente le truppe al Nexus o avere del fuoco di copertura contro le unità più ostiche. Con queste due novità è possibile personalizzare la massimo non solo la propria armata, ma anche il proprio approccio alla battaglia, aggiungendo inoltre un sostanzioso substrato alla rigiocabilità della campagna.

ONLINE CON GLI AMICI

La possibilità di scegliere le unità e i potenziamenti della Lancia di Adun sottolinea una volta di più la volontà degli sviluppatori di voler offrire un’esperienza profonda e coinvolgente, che non si riduca solamente a una palestra in vista del multiplayer, ma comunque riesca a trasmetterne la complessità. La presenza di unità che non figurano nelle sfide contro altri giocatori e la rilevanza che le meccaniche dei livelli ricoprono in ogni missione rendono il gameplay fresco e variegato, ma incrociare le armi con la community rimante tutt’altro che facile.
In tal senso l’aumento a dodici unità dei lavoratori all’inizio delle partite in PvP e la diminuzione di minerali e gas Vespene vanno in una direzione diametralmente opposta, costringendo i giocatori ad espandersi più in fretta nell’early game, che per questo diventa ancora più punitivo per coloro che scendono in campo senza un ventaglio di build da sviluppare e una buona velocità di esecuzione. Si viene catapultati subito nel cuore dell’azione e si riducono al minimo i momenti morti di inizio partita, aprendo scenari interessantissimi per le prossime World Championship Series. L’aggiunta di nuove unità per ogni razza amplia ancor di più le possibilità di composizione dell’armata, mentre la gestione delle macro cambia radicalmente l’approccio alla partita portando i giocatori ad utilizzare strategia più aggressive fin da subito e a dover gestire più di una base per tutto il match. Si capisce quindi come lo scenario delle classificate si presenti ancora più inospitale per i novizi, che potranno ovviare al problema giocando con amici più bravi. Il Legacy of the Void fanno il loro debutto le missioni cooperative da affrontare scegliendo tra i comandanti Raynor, Kerrigan, Artanis, Swann, Zagara e Vorazun, ognuno con specifiche unità ed abilità, e la Archon Mode, l’introduzione decisamente più riuscita del multiplayer che mette due giocatori al comando della stessa base. Si tratta di una modalità ben realizzata, nella quale un giocatore può pensare alla gestione economica e alla produzione delle unità, mentre l’altro a guidare l’esercito in battaglia in un mix di meccaniche cooperative e competitive molto molto divertente. Tra una partita e l’altra, ci si può sempre distrarre con gli Arcade, che raccolgono una gran quantità di modalità e minigames creati dalla community sfruttando l’editor del gioco. Sul fronte tecnico Legacy of the Void si conferma un titolo molto bello da vedere, complice l’inconfondibile stile visivo degli artisti Blizzard che riescono a rendere mondi vivi e vibranti anche i campi di battaglia più desolati. Le cinematiche che si accompagnano nel proseguo della campagna principale sono come sempre di ottima fattura, ma è la resa totale delle battaglia su schermo con decine di unità impiegate contemporaneamente a lasciare il ricordo migliore, grazie soprattutto a un effettistica realizzata egregiamente. Unico appunto per il doppiaggio, che in italiano si perde in qualche frangente con dialoghi recitati senza il giusto trasporto e l’espressività che si sarebbero meritati, finendo per indebolire l’impatto di alcune scene d’intermezzo.

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Intel Core i7-4790K
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 970
  • Ram: 16 GB
  • Hard Disk: 3 GB di Spazio Disponibile
  • Sistema Operativo:Windows 8.1
  • Requisiti Minimi
  • Processore:Intel Core 2 Duo or AMD Athlon 64 X2 5600+
  • Scheda Video:NVIDIA GeForce 7600 GT or ATI Radeon HD 2600 XT or Intel HD Graphics 3000 o superiore
  • Ram: 2 GB
  • Hard Disk: 30 GB di Spazio Disponibile
  • Sistema Operativo:Windows XP / Windows Vista (ultimo service pack)
  • Requisiti Consigliati
  • Processore: Intel Core i5 or AMD FX Series Processor o superiore
  • Scheda Video: NVIDIA GeForce GTX 650 or AMD Radeon HD 7790 or superiore0
  • Ram: 4 GB
  • Sistema Operativo:Windows 7 / Windows 8 / Windows 10 64-bit (ultimo service pack)
  • kk

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    COME SCARICARE E INSTALLARE STARCRAFT II: LEGACY OF THE VOID IN ITALIANO

    1. Nel caso non disponiate di Utorrent scaricatelo dal seguente link: Download
    2. Prima di iniziare con l’installazione disabilitate il vostro anti-virus e scollegatevi da internet per evitare eventuali problemi
    3. Download del gioco: Sarà inserito appena possibile
    4. Installate il gioco
    5. Applicate la crack
    6. Buon Game
    • Se non sapete come virtualizzare un file d’immagine .iso guardate come farlo da qui
    • Se non sapete come si applica la crack di un gioco guardate come farlo da qui




    Author Teresa
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    Categories Giochi Giochi PC
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