Tre fazioni, tra il 1936 e il 1948, si contendono la possibilità di plasmare e gestire la Terra secondo la visione che loro appartiene. Tre modi di vedere il mondo e pensare la guerra che rappresentano l’estremizzazione dei tre grandi movimenti che sono alla base della società moderna. Asse, Alleati e Comintern, l’Internazionale comunista. Solo alcuni paesi sono già raccolti sotto l’egida di queste tre fazioni e sono quelli che non possono farne a meno per non scardinare le fondamenta della storia. Le altre nazioni, un centinaio di paesi assortiti per risorse e filosofia, sono contesi militarmente e politicamente. E’ infatti possibile usare la diplomazia per convincere i governi ad unirsi alla fazione che abbiamo scelto mentre l’intelligenza artificiale si occuperà delle relazioni diplomatiche con le altre. Ovviamente anche questa possibilità deve fare i conti con gli avvenimenti storici che puntualmente si verificheranno e manterranno un certo “sentiero” su cui far procedere gli eventi.Nonostante ciò il giocatore mantiene un discreto controllo su quanto accade e per un appassionato di storia può essere interessante vedere cosa sarebbe potuto succedere se l’Olanda o la Francia avessero resistito all’invasione tedesca. Insomma il tentativo è quello di consentire una congrua possibilità di scelta mantenendo una certa coerenza storica che consente di puntellare l’esperienza di gioco con eventi realmente accaduti senza che questo causi incongruenze. Una scelta comprensibile considerando che gran parte dell’appeal di Hearts of Iron III è legato all’atmosfera del periodo e agli eventi che hanno plasmato le sorti del pianeta.

SEMPLICEMENTE COMPLESSO

LA SOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’aspetto più intrigante da gestire è certamente la ricerca che ripercorre la storia di scoperte talvolta interessanti, talvolta terribili e che hanno un ruolo fondamentale nello svolgersi della guerra. Al contrario l’intelligence sembra essere troppo poco curata ed efficace tanto che sulla lunga distanza sembra più una perdita di tempo che un divertimento. Tra l’altro quando interviene la gestione automatica dell’IA le azioni delle spie sembrano sortire effetti migliori, fattore che ne svilisce ulteriormente il ruolo. Sul versante della produzione.l’intelligenza artificiale svolge un lavoro magnifico e ci evita di impazzire nella miriade di valori e varianti. Un compito talvolta troppo impegnativo anche se il controllo dei fattori produttivi è uno dei punti che rendono questa serie unica. Al contrario la politica interna è semplice e facilmente gestibile. Ogni personaggio garantisce alcuni bonus alla produzione, alle armate, all’economia e ad altri aspetti del gioco e inoltre influenza il consenso.Ovviamente è possibile sostituire i personaggi in carica per modificare i bonus e aumentare il consenso che, assieme alle vittorie belliche, incrementa l’unità e quindi la salute di una nazione. Ma la profondità gestionale del gioco Paradox va ben oltre. Per esempio produrre un gran quantitativo di unità di un singolo prodotto consentirà agli operai di accumulare esperienza relativa al montaggio dell’oggetto, aumentando la velocità di produzione. Un altra variabile è rappresentata dal clima che non influenza solo la condizione delle truppe ma anche la produttività delle regioni colpite. Un fattore fondamentale visto che senza rifornimenti è impossibile sostenere le truppe impegnate al fronte.

OLTRE DIECIMILA ZONE

Dal punto di vista strategico Hearts Of Iron III rimane una belva da domare. Le possibilità e i fronti di battaglia su cui applicarle, sono innumerevoli. Il numero impressionante di territori, quasi 15 mila, e di truppe da gestire costringe il giocatore a prestare molta attenzione a come schierare le truppe, per non lasciare alcun varco al nemico. Fondamentale a questo scopo è l’impiego delle forze aeree che possono effettuare ricognizioni, difendere una porzione di cielo o bombardare truppe nemiche o installazioni strategiche. Anche il dominio dei mari mantiene un’importanza fondamentale, soprattutto per Inghilterra e Stati Uniti che si trovano separate dal conflitto e separate l’una dall’altra. Purtroppo sembra essere questo l’unico pesante tallone di Achille dell’intelligenza artificiale, con flotte intere che vengono talvolta spedite a combattere senza preoccuparsi di difendere la madre patria o le rotte più importanti. Per fortuna nella maggior parte dei casi l’inconveniente non si presenta, soprattutto dopo la patch 1.1, e a quanto pare le truppe di terra sono completamente immuni a questi attacchi di follia.La gestione delle truppe terrestri è tanto articolata quanto semplice: ogni unità ha punti di forza e debolezza da impiegare a seconda del caso e un set di compiti da eseguire automaticamente, a cui si aggiunge il sistema di ranking delle truppe per cui la sopravvivenza delle unità consente loro di aumentare di grado e quindi di efficacia. E’ possibile spedire un generale alla conquista di un fronte e tutte le sue truppe lo seguiranno, è possibile controllare direttamente uno o più contingenti o dare ordini alle singole truppe che fanno parte dei contingenti ed è anche possibile delegare la gestione delle truppe all’intelligenza artificiale. Ovviamente, anche se il dominio supremo resta in mano al giocatore, quest’ultima possibilità è consigliata solo a chi ha sbagliato a comprare il gioco ma è intenzionato a finirlo lo stesso.

UNA MANCIATA DI GRAFICA, SONORO ABBONDANTE

L’upgrade grafico è un grande passo in avanti per la serie anche se i pochi poligoni impiegati per la componente tridimensionale non fanno certo gridare al miracolo. Paradossalmente il passaggio al 3D ha invece aumentato a dismisura glitch, bug e richieste hardware. Aumentare eccessivamente la velocità di gioco sembra essere un fattore determinante nell’incidenza di glitch grafici e crash. Purtroppo la prima patch non ha prodotto grandi migliorie dal punto di vista dell’ottimizzazione ma è prevedibile che questi problemi verranno risolti al più presto. Il restyling delle icone e dei menu è impeccabile a partire dal micro menu dell’unità che consente di automatizzare upgrade e rinforzi fino ad arrivare all’interfaccia globale che è sottile e compatta ma anche estremamente chiara. L’impianto sonoro ci accoglie con la classica Cavalcata delle Valchirie e ci accompagna degnamente lungo la nostra campagna militare con sinfonie, fanfare e marce militari di straordinaria qualità. Gli effetti sonori fanno quanto basta per incorniciare quello che accade sul tavolo da gioco.

  • Configurazione di Prova
  • Processore: Ryzen 5 1600X
  • Scheda Video:MSI GeForce GTX 1080 Gaming X
  • Ram:16 GB RAM
  • Sistema Operativo:Windows 10 (64-bit)
  • Requisiti Minimi
  • Processore:Dual core CPU @2.4 GHz +
  • Scheda Video:NVIDIA GeForce 470 GTX or Radeon 6870
  • Ram:4 GB RAM
  • Sistema Operativo:Windows 7 (64-bit)
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    COME SCARICARE E INSTALLARE HEARTS OF IRON 3 IN ITALIANO

    1. Nel caso non disponiate di Utorrent scaricatelo dal seguente link: Download
    2. Prima di iniziare con l’installazione disabilitate il vostro anti-virus e scollegatevi da internet per evitare eventuali problemi
    3. Download del gioco:Hearts of Iron 3.Torrent
    4. Installate il gioco
    5. Applicate la crack
    6. Buon Game
    • Se non sapete come virtualizzare un file d’immagine .iso guardate come farlo da qui
    • Se non sapete come si applica la crack di un gioco guardate come farlo da qui




    Author Teresa
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    Categories Giochi Giochi PC
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