Nell’olimpo delle icone più intramontabili dell’infanzia del medium videoludico, seppure non al livello di personaggi come Mario e Pac-Man, Mega Man occupa un posto di una certa importanza, soprattutto grazie al contributo che i titoli ad esso dedicati hanno dato tanto al genere dei platform quanto a quello degli sparatutto in due dimensioni, frullati insieme in un gameplay senza tempo.
Oggi Capcom dedica ai fan più nostalgici una raccolta dei primi sei episodi, tutti usciti per NES: vediamo come e quanto la casa di Osaka ha reso omaggio al suo robottino blu.

Data stellare…

Il pregio principale di questo terzo capitolo è lo stesso del suo predecessore, ossia la quantità dei contenuti: in Starpoint Gemini Warlords ci sono tantissime cose da fare, anzi molte di più rispetto a quelle che il giocatore si è trovato di fronte nel passato della serie, perché le tipiche meccaniche da space-sim sono ora accompagnate da tanti altri contenuti presi a prestito da altri generi, come i 4x e i giochi di ruolo, ed il tutto è condito dalla solito completa libertà di essere ciò che si vuole in uno spazio senza confini. La campagna è presente, ma non è certo il punto di forza del titolo, fra personaggi dimenticabili e i tipici cliché sci-fi visti e rivisti in serie come Star Trek o Battlestar Galactica. Oltretutto le vicende si ricollegano direttamente là dove erano terminate in Starpoint Gemini 2 dando per scontate molte cose, col conseguente rischio di piazzare il giocatore davanti a un contesto a lui completamente avulso, senza alcuna spiegazione su cosa sia il settore Gemini e perché ci si trovi isolati nel pianeta Phaeneros. In ogni caso, per chi fosse interessato al lungo plot, il titolo include una ricca enciclopedia – chiamata Geminipedia – che contiene tutte le informazioni raccolte durante l’avventura e che va a pescare dal passato delle principali fazioni. Ovviamente è tutta in inglese, come il resto del gioco. La campagna singleplayer ha comunque un pregio, perché funziona da ricco ed esaustivo tutorial e avvicina il giocatore passo dopo passo alle tante sfaccettature di cui è composto Starpoint Gemini Warlords, un titolo in cui il rischio di perdersi nelle vastità dello spazio senza avere la minima idea di che cosa fare è molto concreta. Anzi, senza le prime missioni introduttive è piuttosto probabile che molti non capirebbero nemmeno come azionare i motori e spostare la propria astronave, come potenziare quest’ultima e come leggere la mappa di gioco.

Ogni giorno un lavoro diverso

Il nostro consiglio è quindi quello di muovere i primi passi nell’universo di Starpoint Gemini Warlords seguendone la campagna per prendere confidenza con le molte meccaniche di gioco ma, una volta apprese tutte le nozioni, di abbandonare uno schema di missioni a dire il vero lento e poco appagante, per dedicarsi in modo libero a ciò che si preferisce in uno dei cinque differenti scenari aperti. Qual è l’attività principale nei vari settori di Starpoint Gemini Warlords? Per la verità, non ce n’è una che prevalga sulle altre, perché la cosa bella è che ogni giocatore può liberamente seguire la strada che preferisce, sviluppando senza molte barriere il proprio personaggio. Proprio come in un GDR, la prima richiesta è per l’appunto la creazione del proprio alter-ego virtuale, di cui andrà deciso il ritratto e alcune informazioni di base, ma soprattutto l’astronave con cui iniziare l’avventura. Mano a mano gli obiettivi e gli incarichi vengono portati a termine, il giocatore accumula punti esperienza e nuovi perk da sbloccare in un menù apposito: non aspettatevi la profondità di un GDR vecchio stampo ma, tra i dialoghi a scelta multipla e il sistema di crescita, Starpoint Gemini Warlords è anche un buon gioco di ruolo. Anche ma soprattutto non solo, perché in questo nuovo capitolo il team croato ha aggiunto anche dei risvolti da 4x, utili per dare un adeguato senso di crescita alla propria fazione, con un impero che si espande e cresce nei vari settori ma che, per rispondere alle continue minacce degli irrequieti vicini, deve stabilire nuovi avamposti e costruire centri di raccolte risorse, per permettere al giocatore di sviluppare una flotta sempre più imponente e di arricchire e far crescere il proprio insediamento. Starpoint Gemini Warlords è un gioco, anzi un mondo, dinamico e in continua evoluzione, dove circa sessanta fazioni vivono la loro storia fatta di alleanze e faide e dove il giocatore può intervenire come meglio crede, facendosi assumere come spazzino intergalattico che vive recuperando materiali dai relitti sparsi fra gli asteroidi, oppure come mercenario e cacciatore di taglie o, ancora, come un vero e proprio pirata, sempre pronto a intromettersi in qualche scontro per approfittare del caos, abbattere un paio di navi nemiche e saccheggiare il bottino. Certo far fuoco senza ritegno su ogni cosa che si muove nello spazio non è una scelta saggia e senza conseguenze, perché il rischio di crearsi dei nemici in tutta la galassia è alquanto plausibile e il diario di bordo, al posto di presentare tranquille mansioni di recupero o di scorta, inizia a riempirsi di missioni suicide.

Lo voglio almeno tre volte più grande

Bigger is better. Questo è il motto con cui Starpoint Gemini Warlords è stato sviluppato, perché Little Green Men Games non ha solo arricchito la propria creatura di nuove meccaniche, non ha solo espanso i confini della mappa, ma ha letteralmente fatto esplodere i contenuti, proprio come una supernova che, con la sua massa, rischia di attirare il giocatore in un loop senza fine. Solo per citare alcuni numeri, le astronavi ora disponibili sono quasi un centinaio, tutte divise in varie classi, alcune più agili e veloci, altre lente e spietate come i Dreadnought, tutte quante completamente personalizzabili in ogni sezione, con armi e scudi da montare e smontare a piacere e con un garage a disposizione in cui “pimpare” esteticamente il proprio mezzo. Come se non bastasse, le battaglie spaziali coinvolgono con il passare delle ore flotte sempre più vaste e corazzate, da utilizzare come ariete di sfondamento da lanciare contro qualche avamposto nemico, mentre voi bersagliate da lontano con dei raggi laser il capitano che vi si para davanti. A rendere pressoché infinite le ore di gioco ci pensano infine le mod, con il supporto allo Steam Workshop integrato sin dal day one. Il rischio di iniziare Starpoint Gemini Warlords e di non uscirne più fuori va preso sul serio, ma purtroppo non solo per dei fattori positivi: la crescita è infatti strettamente legata ad un grinding serrato, con lunghe fasi di raccolta risorse e crediti che impiegano anche lunghe ore, spesso spese poi in missioni dimenticabili e di frequente uguali. Anche gli spostamenti sulla mappa richiedono pazienza e tempi di attesa e in molti casi abbiamo ringraziato il T-drive montato dalla nave, un vero lasciapassare per tagliare rapidamente i vari sistemi. Al di là di quale sia la strada intrapresa, come i tutti gli space-sim, i combattimenti fra le stelle non mancano mai, ma sono proprio queste sezioni il principale punto di debolezza di Starpoint Gemini Warlords, soprattutto per via di un sistema di controlli poco amichevole, per non dire completamente ostile nelle prime ore di gioco. Avere sott’occhio tutti i tasti e sapersi destreggiare in spericolate manovre fra le nebulose e gli asteroidi non è un compito facile e la combinazione dei comandi e della telecamera spesso produce delle evoluzioni non volute e completamente errate. Insomma, se siete alla ricerca di combattimenti frenetici e dinamici forse vi conviene guardare ad esempio al recente Everspace, il sistema di collisioni fa acqua da tutte le parti e certo l’adrenalina non scorre con veemenza mentre le torrette fanno fuoco, anche se Starpoint Gemini Warlords ha dalla sua una maggiore pianificazione degli scontri, grazie un menù radiale in cui selezionare alcune mosse gestite dall’IA – in molti casi la via migliore – e grazie alla possibilità di assaltare con la fanteria le navi nemiche.

Balene nello spazio

Starpoint Gemini Warlords è mosso da una versione potenziata del Whale Engine 2, motore di gioco sviluppato ad hoc dai ragazzi di Little Green Men Games. Se da un lato bisogna render merito ad un piccolo team indipendente di aver dato alla luce e di aver creato un engine proprietario, d’altro canto va detto che forse, se si fosse utilizzato uno dei classici motori come l’Unreal, il risultato sarebbe stato migliore, ovviamente parlando in modo esclusivo dell’impatto grafico. Starpoint Gemini Warlords, al confronto con i passati episodi, ha fatto enormi passi in avanti, il colpo d’occhio è più appagante e c’è un maggiore livello di pulizia, ma il titolo non riesce a regalare quella immersività e quella sensazione di essere una minuscola particella in un universo tanto affascinante quanto pericoloso come altri titoli con la stessa ambientazione sono capaci di restituire. Complessivamente il livello dei dettagli è buono, ma si deve chiudere un occhio su alcuni limiti evidenti, gli asteroidi sono delle masse grigie informi, gli elementi su schermo appaiono pixel dopo pixel con un effetto dozzinale e non mancano sporadici quanto strani rallentamenti.

  • Requisiti Minimi
  • Processore:Intel Core 3.0 GHz or equivalent
  • Ram:8 GB di RAM
  • Hard Disk:15 GB di spazio disponibile
  • Scheda video:DirectX 11 nVidia GeForce GTX 470 / 560, 1280MB or equivalent
  • Sistema Operativo:Windows 7 or higher (64 bit ONLY)
  • 20880_2a

    20880_3a

    20880_4a


  • COME SCARICARE E INSTALLARE STARPOINT GEMINI WARLORDS ITALIANO

    1. Nel caso non disponiate di Utorrent scaricatelo dal seguente link:Utorrent Download
    2. Prima di iniziare con l’installazione disabilitate il vostro anti-virus e scollegatevi da internet per evitare eventuali problemi
    3. Download del gioco:Starpoint Gemini Warlords.Torrent
    4. Installate il gioco
    5. Applicate la crack
    6. Buon Game
    • Se non sapete come virtualizzare un file d’immagine .iso guardate come farlo da qui
    • Se non sapete come si applica la crack di un gioco guardate come farlo da qui




    Author Teresa
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    Categories Giochi Giochi PC
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