Assassin’s Creed: Syndicate è un videogioco sviluppato presso Ubisoft Quebec e pubblicato da Ubisoft. Inizialmente conosciuto con il titolo di lavorazione di Assassin’s Creed: Victory, Syndicate rappresenta il nono capitolo della serie Assassin’s Creed. È disponibile per PlayStation 4 e Xbox One dal 23 ottobre 2015. La versione Microsoft Windows è disponibile dal 19 novembre 2015. Dopo Assassin’s Creed: Unity, Ubisoft utilizza lo stesso motore grafico, mentre la modalità multiplayer online, che era presente nella serie dal 2010 con Assassin’s Creed: Brotherhood (ad eccezione di Assassin’s Creed: Rogue), è assente.

 



LOTTA DURA SENZA PAURA

Jacob ed Evie Frye, gemelli inglesi appartenenti alla confraternita degli Assassini, decidono di recarsi a Londra per portare avanti il lavoro di loro padre e liberare la città dalla morsa dei Templari. Nel mezzo della rivoluzione industriale, un periodo di grande crescita economica ma anche di grandi ingiustizie, i due si troveranno ad avere a che fare con bande rivali, bambini da salvare, losche trame e un nuovo “cattivo”, Crawford Starrick, che controlla la capitale e punta a ottenere ancora più potere grazie ai suoi legami con l’Ordine. Assassin’s Creed Syndicate è il primo episodio della serie sviluppato da Ubisoft Quebec, team che aveva già collaborato con le altre divisioni della casa francese alla lavorazione di capitoli precedenti per il franchise. Certo, il compito di rendere in modo convincente un’ambientazione affascinante come quella della Londra vittoriana avrebbe forse richiesto un impiego di risorse maggiore, ma dopo quanto accaduto con Assassin’s Creed III la nuova filosofia di Ubisoft è quella di spezzettare il meno possibile la produzione dei suoi giochi, così da preservarne la coerenza tanto in termini narrativi quanto strutturali. Divagazioni a parte, Syndicate è arrivato su PC in ritardo rispetto alle versioni console per poter garantire il grado di limatura necessario per una release così importante, ed evitare a ogni costo gli imbarazzanti glitch che affliggevano Unity al lancio. La nostra speranza era anche che gli sviluppatori trovassero il modo di sfruttare la maggiore capacità computazionale garantita dalla piattaforma Windows per offrire non solo risoluzione e frame rate maggiori, ma anche per ripopolare una Londra che appare praticamente deserta rispetto alla Parigi di Unity. Purtroppo, lo diciamo subito, non siamo stati accontentati.

LE REGOLAZIONI GRAFICHE

La prima cosa che possiamo dire è che in termini prestazionali Syndicate si comporta in modo molto simile a Unity, ma senza garantire il medesimo colpo d’occhio. La schermata delle opzioni grafiche, dotata stavolta di un indicatore dell’impatto sulla memoria video, consente da una parte di regolare risoluzione e sincronia verticale (una buona notizia: anche utilizzandola l’impatto sul frame rate è minimo), dall’altra di accedere alle impostazioni avanzate e determinare dunque la qualità generale, quella degli ambienti, delle texture, delle ombre, dell’occlusione ambientale e dell’anti-aliasing. Spiccano alcune novità: le ombre possono essere settate su “basso”, “medio” e “alto”, determinando il grado di “scalettatura” che proiettano sui corpi, ma sono presenti anche le tecnologie per le soft shadow e le soft shadow “ultra”, che ammorbidiscono ulteriormente e sfumano i contorni delle proiezioni. La stessa regolazione “ultra” è ora presente anche sull’HBAO+, per un’occlusione ambientale ancora più avanzata, mentre l’anti-aliasing può contare su tante varianti: dal semplice FXAA a una combinazione di MSAA e TXAA in grado di arrotondare i contorni dei modelli poligonali al punto da donargli un minimo di spessore e contribuire alla resa visiva generale. Purtroppo portare tutti questi effetti al massimo con una risoluzione di 1080p produce un grave impatto sul frame rate, tanto che sulla configurazione di prova siamo scesi sotto i 30 frame al secondo. Per fortuna basta modificare la qualità delle ombre (mettendole su “alto”) e dell’anti-aliasing per ottenere i sessanta frame al secondo nella maggior parte delle situazioni, con qualche calo unicamente durante le corse in carrozza. Abbiamo lasciato visibile il contatore degli frame al secondo per darvi un’idea delle performance, ma considerate che senza il collo di bottiglia del processore AMD avremmo certamente potuto ottenere di più: se possedete un processore Intel di fascia medio-alta e una GTX 970, con ogni probabilità giocherete a 60 fotogrammi solidi e senza cali.

GROSSE PERPLESSITÀ

Come accennato in precedenza, la Londra di Assassin’s Creed Syndicate risulta sì più grande della Parigi di Unity, ma non è altrettanto bella nei suoi panorami, né altrettanto viva. In primo luogo, anche modificando la qualità degli ambienti, che dovrebbe influire sul numero di oggetti visibili in lontananza e sulla popolosità degli scenari, le differenze sono minime. Gli sviluppatori hanno purtroppo utilizzato la foschia londinese per risparmiarsi il rendering degli edifici sulla distanza, il che appare particolarmente evidente durante le tradizionali “sincronizzazioni” dall’alto di palazzi e campanili. La cosa strana è che se in Unity era presente una nebbiolina che celava determinate porzioni di edifici, resa però in maniera realistica, in Syndicate il medesimo effetto risulta “spalmato” su tutto lo sfondo da un certo punto in poi, artificioso e brutto da vedere. C’è poi una questione che riguarda l’incidenza della luce sui modelli, che rende le case “piatte” nelle ore diurne, dando la sensazione di una conta poligonale inferiore e di una generale mancanza di dettaglio. Anche e soprattutto girando per strada, ci sono tanti scorci di Londra che sembrano provenire da un titolo di generazione precedente a causa della desolazione e della piattezza delle superfici, ed è davvero un peccato perché passeggiando invece di sera le cose cambiano drasticamente, le riflessioni sulle pozzanghere fanno il loro lavoro e le luci artificiali creano una grande atmosfera. Il tutto, però, al netto di una desertificazione delle strade che costituisce un vero e proprio dietrofront rispetto allo straordinario lavoro fatto per Unity, con la Parigi rivoluzionaria che pullulava di persone, in particolare nelle piazze, gremite, e si poneva dunque come una città credibile, attiva, splendida da vedere sotto ogni angolazione, che fosse dal basso o dall’alto. Girare per Londra restituisce invece un senso di pochezza: le vie sono ampie ma non c’è nessuno, le piazze risultano praticamente vuote. Nel precedente episodio della serie c’erano inoltre moltissimi edifici in cui era possibile entrare e che vantavano interni splendidi, pieni di effetti di riflessione sulle superfici in legno, texture eccellenti e un pregevole cambiamento dell’illuminazione nel passaggio dall’aperto al chiuso. Nella Londra di Syndicate non c’è niente di tutto ciò, gli interni sono ridotti all’osso e non garantiscono il medesimo colpo d’occhio, anzi.

LÀ SUI TETTI CON ANNETTE

Oltre all’aspetto tecnico, la differente connotazione della Londra di Assassin’s Creed Syndicate influenza in maniera importante anche il gameplay. La città, come detto, è più grande e le strade sono molto ampie, elemento questo che nella visione degli sviluppatori si è prestato all’uso di un nuovo strumento per gli spostamenti, il Lanciacorda. Si tratta in pratica di un rampino del tutto simile a quello presente nei vari Batman: Arkham, ma meno reattivo per quanto concerne l’indicazione dei possibili punti di aggancio. Durante una corsa sui tetti, la differenza maggiore fra Syndicate e Unity è che il nostro personaggio non spiccherà balzi che sa di non poter coprire, bensì si fermerà e l’unico modo per procedere nella medesima direzione sarà appunto quello di usare il Lanciacorda, creando una linea che Jacob o Evie attraverseranno a velocità differente a seconda dell’inclinazione: se il bersaglio è posto più in basso, procederemo velocemente; se è posto più in alto o allo stesso livello, andremo più a rilento dovremo spesso effettuare delle spinte con le braccia. Nelle idee degli autori tale soluzione avrebbe dovuto consentire spostamenti più rapidi sui tetti della città, ma nella realtà dei fatti il rampino si rivela utile solo quando bisogna salire rapidamente su di un’altura, magari per sottrarsi allo sguardo di nemici allertati dalla nostra presenza, mentre la funzione di passaggio rapido da un tetto all’altro raramente funziona come dovrebbe, spezzettando il ritmo della corsa e impedendoci di spiccare anche salti che in teoria dovrebbero essere alla nostra portata. Castrata la tradizionale corsa sui tetti di Assassin’s Creed, che aveva anche una valenza estetica (guardare una città dall’alto ha sempre il suo perché), per i viaggi più lunghi rimangono due possibilità: gli spostamenti rapidi oppure il giro in carrozza. Quest’ultimo viene gestito alla stregua di Grand Theft Auto, dunque è possibile rubare qualsiasi carro in giro per la città e utilizzarlo, “navigatore” incluso, per giungere più velocemente a destinazione.

COMBATTIMENTI E ATTIVITÀ COLLATERALI

Come evidenziato nella recensione della versione console, la campagna in single player di Assassin’s Creed Syndicate presenta due personaggi giocabili anziché uno, appunto i fratelli Frye, e le missioni che li vedono protagonisti hanno spesso finalità differenti: Jacob punta a liberare la città, anche e soprattutto rinforzando le fila della sua gang, mentre Evie vuole seguire le orme del padre e concentrarsi dunque sul recupero di obiettivi sensibili, in primis i Frutti dell’Eden.Il fatto di utilizzare due Assassini poteva dare il là a una reale differenziazione del gameplay, che però di fatto non c’è stata: il potenziamento dei personaggi viene gestito in maniera indipendente, dunque possiamo ad esempio migliorare Jacob per farne un guerriero inarrestabile, ideale per gli scontri a viso aperto, e specializzare invece Evie nelle missioni stealth e nelle eliminazioni silenziose, ma non ci sono vincoli in tal senso e l’abbondante disponibilità di punti abilità, la mancanza di indicazioni preventive sulle missioni con l’uno o con l’altra, e infine il fatto di poter utilizzare entrambi il medesimo equipaggiamento, portano alla costruzione di due Assassini del tutto simili, che non offrono la tanto agognata varietà del gameplay di cui la serie ha disperatamente bisogno. A evidenziare ulteriormente la mancanza di attenzione a questi aspetti della produzione spicca un’intelligenza artificiale al di sotto di quella vista in Unity e un grado di sfida globalmente inferiore: se nell’episodio precedente l’efficacia delle manovre dipendeva strettamente dalle armi utilizzate e le tempistiche per portare i contrattacchi erano ridotte, in Syndicate sembra quasi che gli avversari aspettino la pressione del tasto B per affondare il colpo, oltre a formare trenini ridicoli e quantomai appariscenti, quasi a non volerci disturbare mentre rompiamo le braccia e sventriamo i loro compagni. Una nota a margine a proposito della maggiore violenza visiva: non ci è sembrato elegantissimo inserire nemici di sesso femminile e vedere poi Jacob rompergli letteralmente le ossa durante i combattimenti. Tornando alle questioni tecniche, c’è anche un eccessivo riciclo di modelli poligonali e non bisogna dunque stupirsi se si combatte sempre contro le stesse persone. Su di un punto, e uno soltanto, si è calcata la mano: le ronde appaiono più complesse e serrate, specie durante alcune missioni secondarie, e concluderle senza essere avvistati si rivela talvolta un’impresa difficile. Il problema è che tale rigidità si scontra invece con tanti casi in cui ammazzare un uomo per strada non produce effetti: due pesi e due misure che non soddisfano. Quanto alle attività collaterali, sono purtroppo venute a mancare le missioni in stile indagatore, ma c’è una certa varietà fra corse sui carri, combattimenti clandestini, rapimento di Templari, eliminazione di sedi nemiche o di singoli bersagli, e infine scontri frontali fra gang.

Fonte: Multiplayer

Requisiti Minimi

Processore: Intel Core i5 2400s, AMD FX 6350
Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 660, AMD Radeon R9 270
Memoria: 6 GB di RAM
Sistema operativo: Windows 7 SP1, Windows 8.1, Windows 10 – 64 bit

Requisiti Consigliati

Processore: Intel Core i7 3770, AMD FX 8350
Scheda video: NVIDIA GeForxr GTX 970, AMD Radeon R9 280X
Memoria: 8 GB di RAM
Sistema operativo: Windows 7 SP1, Windows 8.1, Windows 10 – 64 bit

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COME SCARICARE E INSTALLARE ASSASSIN’S CREED SYNDACATE VI PER PC IN ITALIANO

  1. Nel caso non disponiate di Utorrent scaricatelo dal seguente link: Utorrent Download
  2. Prima di iniziare con l’installazione disabilitate il vostro anti-virus e scollegatevi da internet per evitare eventuali problemi
  3. Scaricate il gioco dal seguente link: Assassin’s Creed Syndacate.Torrent
  4. Installate il gioco
  5. Applicate la crack
  6. Buon Game
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Comments (1)

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  • Foto del profilo di ALESSIO96
    ALESSIO96
    27 febbraio 2017 at 12:47
    ho scaricato il gioco avviato il setup ma mi dice premi fino a quando non sblocchi lo schermo ma premi dove? sblocchi cosa? ma li porvate prima di metterli?